giovedì 26 febbraio 2015

Riflessioni #1

Io non so scrivere quando sono felice, si sa che il dolore è il mio compagno di penna. Però sto vivendo un periodo così bello che ho bisogno di esternarlo a ogni costo. Questa volta non mi farò bloccare neanche dalla paura che questo mio coraggio, questa mia voglia di mettere bianco su nero la felicità che provo, possa rovinare tutto.

Non so di preciso quando sia successo, è stata una cosa graduale, ma a un certo punto ho sentito di poter respirare a pieni polmoni, di poter sorridere sotto il sole e sotto la pioggia, senza doverlo nascondere. Non voglio sentirmi in colpa, non voglio sentire di non meritare una sensazione del genere, perché non è così. Mi sono abituata a vivere senza ossigeno e senza luce, ma ora le cose sono cambiate.
Non è stato tutto merito mio, lo ammetto. Da sola non sarei mai riuscita a salvarmi, ma questa volta non ho avuto bisogno di tutto l'aiuto che credevo servisse a farmi tornare a galla.
Ancora non ho nulla di concreto tra le mani, ho quel poco che mi basta a farmi rigirare nel letto col batticuore. Ed è così prezioso che spesso ho il timore che sia tutta un'illusione che possa svanire da un momento all'altro.
Piano piano mi sto avvicinando a qualcosa di reale e tangibile, ma sinceramente questi momenti di pura felicità sono talmente belli che potrei accontentarmi.
Forse ho un po' paura, è vero. Mi ero abituata ad essere insoddisfatta, frustrata, bloccata, e ora che la mia vita ha preso una piega diversa, una strada così luminosa, mi sembra di non meritare tutto ciò. Ma per una volta voglio fregarmene di tutto e di tutti, voglio vivere ognuna di queste sensazioni al massimo, godendomi ogni secondo, ogni battito sfrenato, ogni sorriso silenzioso, ogni crampo in pancia. Non mi farò sfuggire questa cosa dalle mani, perché è molto più di quanto avrei potuto mai sognare e immaginare. E il fatto che stia accadendo proprio a me è sconvolgente, ma non per questo  mi tirerò indietro.

venerdì 6 febbraio 2015

Pensieri random.

Non so più chi sono, cosa voglio, cosa mi rende me e cosa invece non è autentico ma mi caratterizza lo stesso.
Non so se scrivo per me, per gli altri, per nessuno.
Ho aperto questo blog proprio per questo motivo, o forse no.

Scrivevo su un diario, poi è finito e ne ho comprati altri. Ma spesso scrivevo su fogli sparsi, che poi ho perso. Oppure li ho conservati, ma ognuno in un posto diverso, quindi non so dove siano. Quando ho iniziato a usare il computer e ho scoperto facebook ho aperto una, due, tre pagine. Solo l'ultima è la più personale e autentica che abbia mai avuto. Ci ho messo la faccia fin da subito. Ho scelto l'iniziale del mio nome come titolo. Vorrei poter dire che l'ho fatto perché volevo che mi rappresentasse, ma in realtà uno dei motivi principali è stato che non mi veniva in mente nessun titolo originale o abbastanza personale da piacermi. Dopodiché mi sono scaricata un diario sul computer, mi piaceva moltissimo l'idea di avere una password e di scrivere cose che non avrebbe mai letto nessuno. Solo che la metà delle cose che scrivo lì, poi le pubblico sulla pagina di facebook, quindi non ha senso. Allora mi sono aperta questo blog. Volevo che fosse completamente anonimo, ma non è così che funzionano le cose ormai, infatti il mio nome è ovunque e ci ho messo un mese a scoprire che i post venivano pubblicati automaticamente anche sul mio profilo google.

La mia idea era quella di avere un blog come quello di Jenna, della serie tv Awkward, ma queste cose non esistono realmente o per lo meno non sono alla portata di una ragazza che non se ne intende di informatica. Quindi mi sono accontentata di questo spazio qui. Ma ho sempre la sensazione che non sia questo ciò che voglio. Da una parte vorrei essere conosciuta, vorrei che chiunque si riconoscesse nelle cose che scrivo, vorrei essere acclamata come una promessa della scrittura e della letteratura. Poi invece vorrei che tutto ciò che creo restasse segreto, personale, ignoto.

Più di un anno fa, ormai, ho iniziato a scrivere sul mio diario sul computer un testo in cui mi descrivevo e spiegavo (a chi? non lo so) come sono fatta, in ogni minimo dettaglio.
Ovviamente non ho proseguito la lista, perché lascio sempre tutto a metà. Però vorrei riprendere a scrivermi e descrivermi, perché lo sentivo come un modo per conoscermi meglio. Forse dopo andrò a farlo, appena finirò di scrivere questa cosa, che non so neanche cosa dovrebbe essere.