Non essere mai abbastanza.
Questa, purtroppo, è la costante principale della mia vita.
Non sono mai in grado di trattenere le persone al mio fianco, che sia uno sconosciuto incontrato per caso al supermercato, il mio migliore amico o l'amore della mia vita. Prima o poi - più prima che poi - finiscono per sparire tutti, lasciandomi sola. Quasi nessuno riesce a inventarsi una scusa valida, quasi nessuno riesce a convincermi del fatto che non sia colpa mia.
Quindi arrivo sempre alla stessa conclusione: non sono mai abbastanza.
Non sono abbastanza brava, abbastanza bella, abbastanza simpatica, abbastanza socievole, abbastanza estroversa, abbastanza coraggiosa, abbastanza forte.
Mi dico che se fossi abbastanza una di queste cose, probabilmente la gente avrebbe qualche motivo in più per restare, mentre in vece finora non l'ha mai fatto nessuno.
Seconda scelta.
Ecco la seconda costante della mia vita. Non sono mai stata la prima scelta di nessuno. Le rarissime volte in cui mi è capitato di esserlo, poi è successo che sono tornata alla prima costante: ovvero il non essere mai abbastanza. Oppure ho rovinato tutto io, per qualche altro motivo.
Fatto sta, che ogni volta che qualcuno ha scelto me è stato perché ero rimasta solo io. Un po' come quando a scuola, durante l'ora di ginnastica, la classe doveva dividersi in due squadre. Si sceglievano i capitani e iniziavano a chiamare i compagni, uno alla volta, per formare le squadre. Non importava quanto potessi essere brava in quel gioco, quanto potessi essere motivata e pronta quel giorno, venivo sempre lasciata come ultima scelta. Quando mi diceva bene ero penultima, ma nessuno ha mai pronunciato il mio nome per primo.
E così mi è successo fino ad ora, anche fuori dalla scuola: sono quella di cui si ricordano tutti quando i fidanzamenti vanno a rotoli, quando litigano con il migliore amico, quando sono usciti e non sono riusciti a rimorchiare nessuno, quando la ruota di scorta gli ha dato buca, quando nemmeno il cane li caga più.
E' così. Ormai ho assimilato questo fatto più di un anno fa e mi sono resa conto che è sempre stato così. Sempre.
Insomma, non sono mai stata una persona molto fortunata. Non intendo fare la vittima, perché come ho detto prima, sono stata anche io, spesso, a rovinare le situazioni che andavano bene. Forse proprio perché non ero abituata a vedere che tutto filasse liscio, forse perché non so gestire ciò che non diventa caotico dopo poco o forse perché nonostante mi lamenti sempre, tutto ciò che non è problematico non mi piace veramente. Non so.
So soltanto che anche questa volta mi è andata male. Il sogno più grande e bello di tutti, si è in parte realizzato, ma poi si sono presentate a braccetto le due costanti per ricordarmi che era tutto troppo bello per essere vero, e io sarei stata l'eterna seconda scelta, perché non ero abbastanza per competere contro una persona così importante.
E quindi, eccomi qui: di nuovo al punto di partenza.
Con il cuore un po' più ammaccato di tre mesi fa, le lacrime che fanno a gara per vedere chi scende più velocemente sulle guance...ma questa volta anche alcuni, piccoli, ricordi che nonostante tutto mi faranno sorridere per sempre.
lunedì 27 aprile 2015
domenica 26 aprile 2015
I just want to kiss lips that I don't have to run from.
Ultimamente mi sono sentita molto felice, molto più di quanto lo sia stata negli ultimi quattro o cinque anni, a dire il vero.
Ho provato delle sensazioni intense, che non avevo mai provato. Ho sentito di non essere invisibile, per una volta.
Ma una volta che tutte queste emozioni si sono placate - e questo è successo soltanto dopo che ci siamo visti e che ho avuto modo di constatare che stava succedendo tutto veramente, e stava succedendo proprio a me - mi sono resa conto che non ho nulla fra le mani, che probabilmente tutta questa felicità l'ho provata soltanto io e che non so se avrò modo di provarla ancora in questo modo.
Mi sto aggrappando a un sogno, a una speranza. Vorrei che si realizzasse, lo desidero davvero con tutto il cuore, ma non posso avere la certezza che sia così.
Nelle ultime settimane, o forse negli ultimi mesi, ho dovuto rinunciare a molte cose, alcune piuttosto sbagliate, perché ritenevo che non fosse giusto provare qualcosa che in realtà non volevo fino in fondo. Mi sono tirata indietro in numerose occasioni, ho lasciato andar via e ho allontanato persone che volevano starmi accanto, per diversi motivi.
Mi sto privando della possibilità di andare avanti con la mia vita e di fare esperienze nuove, soltanto perché mi sono messa in testa quest'idea folle, che ormai non mi sembra neanche più così certa, che quasi sicuramente non è corrisposta.
Vorrei soltanto baciare labbra dalle quali non devo scappare.
Non voglio sentirmi in colpa per qualcosa che fondamentalmente non è sbagliato, ma nel mio cervello lo è. Non voglio passare altri mesi nella più totale solitudine, per mantenere un rigore e una fedeltà nei confronti di qualcuno che magari non si aspetta nulla da me. Che non vuole nulla da me.
All'inizio mi sono sentita importante, poi è tutto cambiato e io ho smesso di capire cosa stesse succedendo. Non lo capisco tutt'ora.
Quelle poche certezze che avevo, o che credevo di avere, sono state mandate all'aria da una persona che sosteneva di volermi rendere felice ma in realtà non faceva altro che pensare a se stessa. Con una cattiveria e una falsità mai viste prima d'ora, ha provato a ferirmi, a rendermi vulnerabile, a manipolarmi. E nonostante la rabbia iniziale, che mi ha permesso di allontanarla da me, ora mi sento come voleva che mi sentissi. Insicura.
Vorrei soltanto offrire il mio amore a qualcuno. Anzi, non a qualcuno, perché chiunque potrebbe essere qualcuno. Vorrei offrirlo a lui, vorrei che lo volesse quanto me.
Non so cosa voglia, non so cosa pensi, non so che intenzioni abbia. So solo che vorrei che le mie labbra incontrassero le sue, perché so che soltanto le sue riuscirebbero a tenermi ferma al mio posto, senza farmi venire voglia di allontanarmi, di scappare.
Ho provato delle sensazioni intense, che non avevo mai provato. Ho sentito di non essere invisibile, per una volta.
Ma una volta che tutte queste emozioni si sono placate - e questo è successo soltanto dopo che ci siamo visti e che ho avuto modo di constatare che stava succedendo tutto veramente, e stava succedendo proprio a me - mi sono resa conto che non ho nulla fra le mani, che probabilmente tutta questa felicità l'ho provata soltanto io e che non so se avrò modo di provarla ancora in questo modo.
Mi sto aggrappando a un sogno, a una speranza. Vorrei che si realizzasse, lo desidero davvero con tutto il cuore, ma non posso avere la certezza che sia così.
Nelle ultime settimane, o forse negli ultimi mesi, ho dovuto rinunciare a molte cose, alcune piuttosto sbagliate, perché ritenevo che non fosse giusto provare qualcosa che in realtà non volevo fino in fondo. Mi sono tirata indietro in numerose occasioni, ho lasciato andar via e ho allontanato persone che volevano starmi accanto, per diversi motivi.
Mi sto privando della possibilità di andare avanti con la mia vita e di fare esperienze nuove, soltanto perché mi sono messa in testa quest'idea folle, che ormai non mi sembra neanche più così certa, che quasi sicuramente non è corrisposta.
Vorrei soltanto baciare labbra dalle quali non devo scappare.
Non voglio sentirmi in colpa per qualcosa che fondamentalmente non è sbagliato, ma nel mio cervello lo è. Non voglio passare altri mesi nella più totale solitudine, per mantenere un rigore e una fedeltà nei confronti di qualcuno che magari non si aspetta nulla da me. Che non vuole nulla da me.
All'inizio mi sono sentita importante, poi è tutto cambiato e io ho smesso di capire cosa stesse succedendo. Non lo capisco tutt'ora.
Quelle poche certezze che avevo, o che credevo di avere, sono state mandate all'aria da una persona che sosteneva di volermi rendere felice ma in realtà non faceva altro che pensare a se stessa. Con una cattiveria e una falsità mai viste prima d'ora, ha provato a ferirmi, a rendermi vulnerabile, a manipolarmi. E nonostante la rabbia iniziale, che mi ha permesso di allontanarla da me, ora mi sento come voleva che mi sentissi. Insicura.
Vorrei soltanto offrire il mio amore a qualcuno. Anzi, non a qualcuno, perché chiunque potrebbe essere qualcuno. Vorrei offrirlo a lui, vorrei che lo volesse quanto me.
Non so cosa voglia, non so cosa pensi, non so che intenzioni abbia. So solo che vorrei che le mie labbra incontrassero le sue, perché so che soltanto le sue riuscirebbero a tenermi ferma al mio posto, senza farmi venire voglia di allontanarmi, di scappare.
mercoledì 15 aprile 2015
Aula I, Facoltà di Lettere e Filosofia.
Sono due mesi ormai che torno in quell'aula due volte a settimana, e non c'è un giorno in cui l'occhio non mi cada su quelle scale che hanno spostato accanto alla cattedra e mi si stampi automaticamente un sorriso enorme sul viso.
Sono convinta che quelle scale non significhino nulla per nessuno degli studenti che ogni giorno ci si siede davanti e magari la fissa con lo sguardo assente, mentre per me vuol dire così tanto.
A ripensarci mi sembra davvero impossibile che tutto quello che sto vivendo in questi mesi stia capitando proprio a me. Ogni mattina appena mi alzo devo convincermi del fatto che è tutto vero, che non sto sognando, che sono sveglia sul serio.
Quelle scalette sono una banalissima struttura in legno, almeno in apparenza. Eppure ormai non riesco a vederle soltanto in quel modo. Per me sono molto di più.
Perché su quelle scale, quel 28 gennaio, ti ci sei seduto tu e alzando gli occhi hai incontrato il mio sguardo e hai sorriso. Hai sorriso a me. Soltanto a me. Ma nonostante tutto, data la mia insicurezza, durante il resto della giornata ho voluto credere che quel sorriso fosse stato casuale, che probabilmente avevi sorriso perché mi avevi vista arrivare in ritardo, che magari durante quell'ora di discorso che mi ero persa avevi sorriso un po' a tutti gli studenti che erano venuti lì per te.
Quando poi sono dovuta andare via di corsa e non ho fatto in tempo a salutarti neanche da lontano, mi sono convinta che non avresti notato la mia assenza, perché c'era tantissima gente che si era avvicinata per salutarti. Quando poi mi è venuta voglia di tornare indietro per vedere se riuscivo a trovarti ancora lì, mi sono detta che era stupido rifare tutta la strada verso l'università, che avrei perso tempo inutilmente, che ormai eri andato via e io avevo perso l'occasione di parlarti una seconda volta.
Durante tutto il tragitto verso casa non ho fatto altro che pensare a quel sorriso. Un semplice sorriso, che per me però è stato tutto. Mi sono aggrappata a quel sorriso come fosse l'unica cosa in grado di salvarmi. In quel momento avevo bisogno soltanto di quello, del tuo sorriso, per non sprofondare. Ero venuta a vederti proprio per lo stesso motivo, perché dopo aver passato quasi un'ora a piangere sul pavimento della mia stanza avevo capito che dovevo uscire di casa, che non potevo restare ad autocommiserarmi e piangermi addosso inutilmente. Quel sorriso, quindi, mi ha ridato tutta la forza di cui avevo bisogno.
Nessuno può capire come mi sono sentita quando, rientrando a casa, ho trovato un tuo messaggio sul telefono. Per un attimo si è fermato tutto intorno a me, nel vero senso della parola. Ho sentito come il mio cuore si fermava e poi riprendeva a battere in un modo assordante, sempre più velocemente.
Mi avevi sorriso, sì, ma ora mi avevi addirittura scritto. Avevi notato la mia assenza, una cosa che non mi sarei mai aspettata. Sapere che invece oltre ad aver notato il fatto che fossi andata via, ti ricordavi di me, e non perché ci eravamo visti due giorni prima, ma perché avevi notato me tra tutte le persone che incontri e che ti contattano...
Non ho mai smesso di sentirmi felice (come non lo ero mai stata durante tutta la mia vita), da quel giorno.
Per questo la scaletta è così importante. Per questo ogni volta che entro nell'aula non riesco a trattenere un sorriso. Per questo invece di seguire la lezione ultimamente devo sempre prendere un foglio e scrivere tutto quello che mi viene in mente pensando a te, a quel sorriso.
Spesso questo ricordo è l'unico che riesce a tranquillizzarmi quando mi faccio prendere dall'insicurezza e dalla paura che il tuo interesse sia tutto frutto della mia immaginazione, o che possa sparire da un momento all'altro, perché alla fine io non merito qualcosa di così bello.
Da una parte vorrei che tutto questo restasse un segreto, un qualcosa che ci unisce senza che nessun'altro lo sappia, ma allo stesso tempo vorrei che tutti sapessero che proprio in quell'aula si è avverato uno dei miei sogni più grandi, che ha dato inizio a una serie di desideri che si sono avverati.
Non so cosa succederà, non so se le cose che abbiamo condiviso finora - non molte, lo so - significhino così tanto anche per te. So soltanto che mi porterò questo ricordo per sempre nel cuore. Che un sorriso non mi aveva mai resa così felice prima d'ora, e che sono ancora più felice perché è stato il tuo.
venerdì 10 aprile 2015
the best day of my life.
Sono una persona che fa molto caso alle date, mi affeziono a giorni, mesi, anni, che in apparenza sono soltanto numeri, ma per me hanno un significato speciale. Posso scordare cosa ho mangiato ieri per cena, ma di certo non scordo una data importante.
Il 10 aprile del 2007 mi sono fidanzata per la prima volta. Avevo compiuto da poco dodici anni e ho vissuto la storia più bella e importante della mia vita.
A distanza di otto anni, questa stessa data ha assunto un significato ancora più importante. Non è successa una cosa così rilevante come il mio primo fidanzamento, ma si è realizzato uno dei sogni più grandi e in apparenza impossibili che io abbia mai fatto.
Non sono mai stata così felice negli ultimi anni, come lo sono da un paio di mesi a questa parte. Ultimamente mi basta così poco per sorridere: una giornata di sole, una bella canzone.. sapere che c'è qualcosa tra di noi, per quanto possa essere piccola e insignificante.
Sono abbastanza impaziente come persona, in questi mesi ho avuto difficoltà a non gettare la spugna data la lentezza di tutta la situazione, ma sapevo che sarebbe valsa la pena. Ancora non ho ricevuto tutte le risposte che vorrei, ma oggi ho avuto alcune conferme e so che mi terranno sveglia tutta la notte.
La prima conferma me la sono data da sola: il mio interesse è più che sincero. Il suo, forse, anche. E non c'è nulla che potrebbe rendermi più felice in questo momento.
Ho passato una giornata semplice, ma bellissima. Erano mesi che immaginavo come sarebbe potuta andare una cosa del genere e ogni volta finivo per pensare che avrei rovinato tutto. Invece mi sono sentita così a mio agio, così rilassata, così spensierata, così felice.
Ho avuto modo di conoscere un pezzo della sua vita, dei suoi pensieri, del suo mondo e, una volta tornata a casa mi sono sentita talmente sopraffatta dall'emozione che ho pianto. Ora invece ho un mal di testa terribile e sono più che convinta che sia dovuto a tutta questa felicità. Non sono abituata a sentirmi così!
Sono sicura che non mi piace solo perché è lui, ma proprio perché più vado avanti e più scopro che è una bellissima persona, che vorrei conoscerlo meglio, che vorrei passarci del tempo assieme, che vorrei che con me non si sentisse in imbarazzo, che riuscisse a capire che ho molto da offrire e vorrei offrirlo a lui.
Mi sento sempre importante quando sono assieme a lui, non perché mi riempia di parole belle, ma perché mi fa capire che gli interessa davvero ciò che ho da dire e apprezza il fatto di vedermi, magari anche soltanto per cinque minuti.
Il dieci aprile è sempre stata una data bella e importante per me, ma da oggi posso affermare che rappresenta la data del giorno più bello (per ora) della mia vita.
Il 10 aprile del 2007 mi sono fidanzata per la prima volta. Avevo compiuto da poco dodici anni e ho vissuto la storia più bella e importante della mia vita.
A distanza di otto anni, questa stessa data ha assunto un significato ancora più importante. Non è successa una cosa così rilevante come il mio primo fidanzamento, ma si è realizzato uno dei sogni più grandi e in apparenza impossibili che io abbia mai fatto.
Non sono mai stata così felice negli ultimi anni, come lo sono da un paio di mesi a questa parte. Ultimamente mi basta così poco per sorridere: una giornata di sole, una bella canzone.. sapere che c'è qualcosa tra di noi, per quanto possa essere piccola e insignificante.
Sono abbastanza impaziente come persona, in questi mesi ho avuto difficoltà a non gettare la spugna data la lentezza di tutta la situazione, ma sapevo che sarebbe valsa la pena. Ancora non ho ricevuto tutte le risposte che vorrei, ma oggi ho avuto alcune conferme e so che mi terranno sveglia tutta la notte.
La prima conferma me la sono data da sola: il mio interesse è più che sincero. Il suo, forse, anche. E non c'è nulla che potrebbe rendermi più felice in questo momento.
Ho passato una giornata semplice, ma bellissima. Erano mesi che immaginavo come sarebbe potuta andare una cosa del genere e ogni volta finivo per pensare che avrei rovinato tutto. Invece mi sono sentita così a mio agio, così rilassata, così spensierata, così felice.
Ho avuto modo di conoscere un pezzo della sua vita, dei suoi pensieri, del suo mondo e, una volta tornata a casa mi sono sentita talmente sopraffatta dall'emozione che ho pianto. Ora invece ho un mal di testa terribile e sono più che convinta che sia dovuto a tutta questa felicità. Non sono abituata a sentirmi così!
Sono sicura che non mi piace solo perché è lui, ma proprio perché più vado avanti e più scopro che è una bellissima persona, che vorrei conoscerlo meglio, che vorrei passarci del tempo assieme, che vorrei che con me non si sentisse in imbarazzo, che riuscisse a capire che ho molto da offrire e vorrei offrirlo a lui.
Mi sento sempre importante quando sono assieme a lui, non perché mi riempia di parole belle, ma perché mi fa capire che gli interessa davvero ciò che ho da dire e apprezza il fatto di vedermi, magari anche soltanto per cinque minuti.
Il dieci aprile è sempre stata una data bella e importante per me, ma da oggi posso affermare che rappresenta la data del giorno più bello (per ora) della mia vita.
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